Home Ambiente Sol2Expo, pochi visitatori ma qualificati. Espositori soddisfatti

Sol2Expo, pochi visitatori ma qualificati. Espositori soddisfatti

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Giusy Buscemi allo stand del suo olio

DI MASSIMO BRUCATO

E’ lunedì e le comunicazioni urbane sono tornate in vita. Arrivati alle porte di ingresso della fiera si nota subito un movimento maggiore. Il vocio dentro i padiglioni è più intenso, i piccoli stand delle aziende oleicole sono leggermente più affollati. Torno sulla pista delle aziende agrigentine e subito rettifico qualcosa rispetto all’articolo precedente riguardo l’anzianità delle aziende presenti in fiera. In verità sono di più quelle “storiche”, anche se spesso gestite da giovani leve. Ma parliamone un po’, cominciando dall’oleificio Sarullo di Ribera. L’azienda nasce a Calamonaci a fine ‘800. Ciclo di molitura discontinuo, molazze, presse e via dicendo. Preistoria.
Dal 2002 trasferimento dell’oleificio nel vicino territorio di Ribera e frantoio moderno. E’ la quarta generazione della famiglia a gestire il tutto. Poi ecco l’azienda Tulone Olio di Sciacca. Nascita nel lontano 1915, oliveti nell’entroterra saccense e primi imbottigliamenti nel 2004, nel frantoio aziendale. Nel 1920 invece fa i primi passi nel mondo dell’olivicoltura la famiglia che ha dato origine all’Azienda Agricola Sicilia Solare di Bivona. Oggi la rappresentano i fratelli Spataro Cammarata, i quali guidano anche un’azienda che gestisce un frantoio. E ancora La Goccia D’Oro di Menfi, nata nel 1974. Associa tantissimi produttori del territorio con un’estensione di terreno olivetato di un migliaio di ettari. Allo stand, a rappresentare l’azienda, c’è la giovanissima Ilenia Campo. Completa il quadro delle ditte storiche l’azienda Mandranova di Palma di Montechiaro.
Inizio attività nel 1987 con proprietà della famiglia Di Vincenzo. Due generazioni in campo.
Dispongono di un efficiente frantoio aziendale. Le aziende giovanissime sono due, entrambe gestite da giovani donne. Evo Sicily di Menfi, nata nel 2019 e guidata da Carmen Bonfanti, che è anche assaggiatrice di olio. Poi la neonata Casa Rossa, primi passi pochi mesi fa, nel 2024, con oliveti nel territorio di Menfi. A rappresentarla in fiera c’è Giusy Buscemi, titolare dell’azienda insieme al marito Jan Michelini. E’ l’unica tra le aziende citate che presenta, oltre alla classica bottiglia, anche una confezione in legno, battezzata col nome di “bag in wood”, che contiene una sacca morbida in alluminio che consente di versare l’olio attraverso un piccolo rubinetto senza che si immetta aria al suo interno, evitando così l’ossidazione del liquido. L’utilizzo di questa sacca è già molto diffuso nel mondo del vino, per produzioni a basso prezzo di vendita, e oggi si sta diffondendo piano piano nel mondo oleicolo anche per produzioni di alta qualità. Camminando tra gli stand mi accorgo, al di
fuori dello spazio dedicato alla Sicilia, della presenza della saccense Agrisana, una cooperativa di produttori olivicoli di quella zona che imbottiglia con lo stesso marchio. Mentre scrivo vedo che si è fatta ora di pranzo e mi pare che il flusso di gente si sia arrestato. Di nuovo poco movimento per i corridoi, poca gente agli stand. E’ bello vedere che negli stand delle varie regioni si organizzano sedute di assaggio per scoprire varietà e territori. L’afflusso di pubblico è però limitato. Per questo motivo, nel primo pomeriggio, qualche azienda comincia a liberare gli stand. Prima della chiusura faccio una chiacchierata con le giovanissime produttrici Ilenia Campo e Giusy Buscemi, per raccogliere le loro impressioni sui primi due giorni di fiera. “Un’esperienza unica”, mi dicono, “malgrado il basso afflusso di pubblico. C’è l’opportunità di aggiornarsi sulle novità del settore e di
incontrare buyers internazionali”. Vedremo nei prossimi giorni le reazioni della stampa di settore a questa prima edizione di SOL2EXPO.

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